Sette regioni al voto. Nelle Marche e in Valle d’Aosta le urne saranno aperte il 28 e 29 Settembre. In Calabria si voterà il 5 e 6 Ottobre, mentre in Toscana il 12 e 13 Ottobre. In Campania, Puglia e Veneto la data non è ancora ufficiale, ma il voto è atteso entro metà novembre.
Le elezioni regionali saranno un test importante per verificare lo stato di salute del governo nazionale. Tuttavia, il fatto che si andrà al voto in date e periodi differenti da regione a regione renderà più morbido qualsiasi tipo di “atterraggio” o meno netta qualsivoglia valutazione delle implicazioni su scala nazionale dei risultati del voto regionale.
Si comincia nelle Marche, dove il centrodestra, che candida il presidente uscente Francesco Acquaroli (FdI), sostenuto da FdI, Lega, FI e liste civiche, a mio modo di vedere sembra in vantaggio contro il candidato del centrosinistra Matteo Ricci (Pd), europarlamentare ed ex sindaco di Pesaro, sostenuto da Pd, M5S, Iv, Azione, Avs e alcune liste civiche. Su Ricci “pesa” un avviso di garanzia che, per quanto sia un mero atto informativo preliminare e quindi non grado di inficiare in alcun modo la presunzione di innocenza del candidato del centrosinistra, potrebbe comunque spostare una quota parte dell’opinione pubblica a favore del candidato del centrodestra. La sfida tra i due competitors si annuncia equilibrata, ma con una leggera prevalenza per il centrodestra e per il suo governatore uscente.
Il caso della regione a statuto speciale Valle d’Aosta è completamente differente ed atipico, in quanto qui i cittadini valdostani eleggeranno soltanto i consiglieri regionali. Sarà poi il Consiglio regionale, una volta insediato, a votare il presidente della Regione.

In Calabria per il centrosinistra correrà Pasquale Tridico, europarlamentare M5S ed ex presidente dell’Inps, sostenuto da M5S, Pd, Italia Viva e Avs, mentre il centrodestra schiera Roberto Occhiuto (FI), dimessosi a luglio dopo essere stato indagato in un’inchiesta per corruzione. Una scelta che potrebbe garantire al governatore uscente un vantaggio rispetto al concorrente del centrosinistra. Anche in Calabria – al pari delle Marche – il centrodestra potrebbe riconquistare la guida della Regione.
In Toscana il presidente uscente Eugenio Giani, candidato del centrosinistra, sostenuto da Pd, M5S, Avs e altre forze progressiste, appare – in una regione tradizionalmente di centrosinistra e per il cursus honorum del suo candidato – in netto vantaggio rispetto al sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, candidato del centrodestra.
Anche in Puglia il centrosinistra appare nettamente favorito per riconfermarsi alla guida della Regione con Antonio Decaro (Pd), ex sindaco di Bari e oggi europarlamentare, eletto con oltre 500 mila preferenze. Il centrodestra non ha ancora sciolto i dubbi sul candidato presidente.
In Campania l’accordo elettorale tra Pd e MoVimento 5 Stelle, tra il governatore uscente De Luca, Elly Schlein e Giuseppe Conte, pone il candidato del centrosinistra Roberto Fico – ex presidente della Camera – in pole position per garantirsi la guida della Regione. Anche in questo caso il centrodestra non ha ancora definito il nome del proprio candidato.
In Veneto i giochi per le candidature sono ancora aperti, visto che le elezioni dovrebbero tenersi a metà Novembre. Il centrodestra cerca un successore del governatore uscente Luca Zaia, mentre il centrosinistra ha scelto Giovanni Manildo per quella che si configura alla stregua di una candidatura “sacrificale” o di “servizio” in una sfida davvero improba, stante il fatto che il successo delle forze politiche a trazione leghista appare alquanto probabile in una regione tradizionalmente a vocazione centrodestra.

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